LEGGE 7 GENNAIO 1976, n. 3

Nuovo ordinamento della professione di dottore agronomo e di dottore forestale

Modificata ed integrata dalla legge 10 febbraio 1992 n. 152 – Modifiche ed integrazioni alla Legge 7 gennaio 1976, n. 3, e nuove norme concernenti l’ordinamento della professione di dottore agronomo e di dottore forestale – Supplemento ordinario alla G.U. n. 45 del 24 febbraio 1992 e dal D.P.R. 8 luglio 2005, n. 169 – Regolamento per il riordino per il sistema elettorale e della composizione degli organi di Ordini professionali – G.U. n. 198 del 26 agosto 2005.

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art.1(1)
Titoli di dottore agronomo e di dottore forestale

1. I titoli di dottore agronomo e di dottore forestale, al fine dell’esercizio delle attività di cui all’articolo 2, spettano a coloro che abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione e siano iscritti in un albo a norma dell’art. 3.

2. Possono accedere all’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione i laureati della facoltà di agraria.

Art. 2(1)
Attività professionali

1. Sono di competenza dei dottori agronomi e dei dottori forestali le attività volte a valorizzare e gestire i processi produttivi agricoli, zootecnici e forestali, a tutelare l’ambiente e, in generale, le attività riguardanti il mondo rurale. In particolare, sono di competenza dei dottori agronomi e dei dottori forestali:

a)     la direzione, l’amministrazione, la gestione, la contabilità, la curatela e la consulenza, singola o di gruppo, di imprese agrarie, zootecniche e forestali e delle industrie per l’utilizzazione, la trasformazione e la commercializzazione dei relativi prodotti;

b)     lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la stima, la contabilità e il collaudo delle opere di trasformazione e di miglioramento fondiario, nonchè delle opere di bonifica e delle opere di sistemazione idraulica e forestale, di utilizzazione e regimazione delle acque e di difesa e conservazione del suolo agrario, semprechè queste ultime, per la loro natura prevalentemente extra-agricola o per le diverse implicazioni professionali non richiedano anche la specifica competenza di professionisti di altra estrazione;

c)       lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la stima, la contabilità e il collaudo di opere inerenti ai rimboschimenti, alle utilizzazioni forestali, alle piste da sci ed attrezzature connesse, alla conservazione della natura, alla tutela del paesaggio ed all’assestamento forestale;

d)     lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la stima, la contabilità ed il collaudo, compresa la certificazione statica ed antincendio dei lavori relativi alle costruzioni rurali e di quelli attinenti alle industrie agrarie e forestali, anche se iscritte al catasto edilizio urbano, ai sensi dell’articolo 1 comma 5 del decreto legge 27 aprile 1990, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 giugno 1990, n. 165,(2) nonchè dei lavori relativi alle opere idrauliche e stradali di prevalente interesse agrario e forestale ed all’ambiente rurale, ivi compresi gli invasi artificiali che non rientrano nelle competenze del servizio dighe del Ministero dei lavori pubblici;

e)      tutte le operazioni dell’estimo in generale, e, in particolare, la stima e i rilievi relativi a beni fondiari, capitali agrari, produzioni animali e vegetali dirette o derivate, mezzi di produzione, acque, danni, espropriazioni, servitù nelle imprese agrarie, zootecniche e forestali e nelle industrie per l’utilizzazione, la trasformazione e la commercializzazione dei relativi prodotti;

f)       i bilanci, la contabilità, gli inventari e quant’altro attiene all’amministrazione delle aziende e imprese agrarie, o di trasformazione e commercializzazione dei relativi prodotti e all’amministrazione delle associazioni di produttori, nonchè le consegne e riconsegne di fondi rustici;

g)     l’accertamento di qualità e quantità delle produzioni agricole, zootecniche e forestali e delle relative industrie, anche in applicazione della normativa comunitaria, nazionale e regionale;

h)     la meccanizzazione agrario-forestale e la relativa attività di sperimentazione e controllo nel settore applicativo;

i)       i lavori e gli incarichi riguardanti la coltivazione delle piante, la difesa fitoiatrica, l’alimentazione e l’allevamento degli animali, nonchè la conservazione, il commercio, l’utilizzazione e la trasformazione dei relativi prodotti;

l)       lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la stima, la contabilità ed il collaudo dei lavori relativi alla tutela del suolo, delle acque e dell’atmosfera, ivi compresi i piani per lo sfruttamento ed il ricupero di torbiere e di cave a cielo aperto, le opere attinenti all’utilizzazione e allo smaltimento sul suolo agricolo di sottoprodotti agro-industriali e di rifiuti urbani, nonchè la realizzazione di barriere vegetali antirumore;

m)   i lavori catastali, topografici e cartografici sia per il catasto rustico che per il catasto urbano;

n)     la valutazione per la liquidazione degli usi civici e l’assistenza della parte nella stipulazione di contratti individuali e collettivi nelle materie di competenza;

o)     le analisi fisico-chimico-microbiologiche del suolo, dei mezzi di produzione e dei prodotti agricoli, zootecnici e forestali e le analisi, anche organolettiche, dei prodotti agro-industriali e l’interpretazione delle stesse;

p)     la statistica, le ricerche di mercato, il marketing, le attività relative alla cooperazione agricolo-forestale, alla industria di trasformazione dei prodotti agricoli, zootecnici e forestali ed alla loro commercializzazione, anche organizzata in associazioni di produttori, in cooperative e in consorzi;

q)     gli studi di assetto territoriale ed i piani zonali, urbanistici e paesaggistici; la programmazione, per quanto attiene alle componenti agricolo-forestali ed ai rapporti città campagna; i piani di sviluppo di settore e la redazione nei piani regolatori di specifici studi per la classificazione del territorio rurale, agricolo, forestale;

r)      lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la misura, la stima, la contabilità ed il collaudo di lavori inerenti alla pianificazione territoriale ed ai piani ecologici per la tutela dell’ambiente; la valutazione di impatto ambientale ed il successivo monitoraggio per quanto attiene agli effetti sulla flora e la fauna; i piani paesaggistici e ambientali per lo sviluppo degli ambiti naturali, urbani ed extraurbani; i piani ecologici e i rilevamenti del patrimonio agricolo e forestale;

s)      lo studio, la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la misura, la stima, la contabilità ed il collaudo di lavori inerenti alla valutazione delle risorse idriche ed ai piani per la loro utilizzazione sia a scopo irriguo che per le necessità di approvvigionamento nel territorio rurale;

t)       lo studio, la progettazione, la direzione e il collaudo di interventi e di piani agrituristici e di acquacoltura;

u)     la progettazione e la direzione dei lavori di costruzioni rurali in zone sismiche di cui agli articoli 17 e 18 della legge 2 febbraio 1974, n. 64;(3)

v)     la progettazione, la direzione, la sorveglianza, la liquidazione, la misura, la contabilità ed il collaudo di lavori relativi al verde pubblico, anche sportivo, e privato, ai parchi naturali urbani ed extraurbani, nonchè ai giardini e alle opere a verde in generale;

z)      il recupero paesaggistico e naturalistico; la conservazione di territori rurali, agricoli e forestali; il recupero di cave e discariche nonchè di ambienti naturali;

aa)  le funzioni peritali e di arbitrato in ordine alle attribuzioni indicate nelle lettere precedenti;

bb)  l’assistenza e la rappresentanza in materia tributaria e le operazioni riguardanti il credito ed il contenzioso tributario attinenti alle materie indicate nelle lettere precedenti;

cc)   le attività, le operazioni e le attribuzioni comuni con altre categorie professionali ed in particolare quelle richiamate nell’articolo 19 del regio decreto 11 febbraio 1929, n. 274, ivi comprese quelle elencate sotto le lettere a), d), f), m), n) dell’articolo 16 del medesimo regio decreto n. 274 del 1929 e quelle di cui all’articolo 1 del regio decreto 16 novembre 1939, n. 2229 ed agli articoli 1 e 2 della legge 5 novembre 1971, n. 1086, nei limiti delle competenze dei geometri.(4)

2. I dottori agronomi e i dottori forestali hanno la facoltà di svolgere le attività di cui al comma 1 anche in settori diversi da quelli ivi indicati quando siano connesse o dipendenti da studi o lavori di loro specifica competenza.

3. Per gli incarichi di notevole complessità sono ammessi i lavori di gruppo, formato da più professionisti, se necessario ed opportuno anche di categorie professionali diverse, responsabili con firma congiunta. Sono di norma da espletare in collaborazione di gruppo interdisciplinare gli incarichi relativi alle bonifiche con impianti idraulici di notevole portata, quelli relativi alla difesa del suolo ed alla regimazione delle acque se attuate con strutture complesse e su aree di notevole estensione, nonchè gli incarichi relativi alla pianificazione che non sia limitata all’aspetto agricolo e rurale, con particolare riguardo ai piani regolatori generali ed ai programmi di fabbricazione.

4. L’elencazione di cui al comma 1 non pregiudica l’esercizio di ogni altra attività professionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, nè di quanto può formare oggetto dell’attività professionale di altre categorie a norma di leggi e regolamenti.

Art. 3(1)
Esercizio della professione

1. Presso ciascun ordine provinciale di cui all’articolo 9 è istituito l’albo dei dottori agronomi e forestali.

2. Per l’esercizio delle attività professionali di cui all’articolo 2 è obbligatoria l’iscrizione all’albo, sia che l’esercizio stesso avvenga in forma autonoma che con rapporto di impiego o collaborazione a qualsiasi titolo.

3. I dottori agronomi ed i dottori forestali dipendenti dello Stato o di altra pubblica amministrazione quando esercitano la loro attività professionale nell’esclusivo interesse dello Stato o della pubblica amministrazione non necessitano di iscrizione all’albo.

4. I dottori agronomi ed i dottori forestali dipendenti dello Stato o di altra pubblica amministrazione possono, a loro richiesta, essere iscritti all’albo. Nei casi in cui, secondo gli ordinamenti loro applicabili, è vietato di norma l’esercizio della libera professione, l’iscrizione avviene con annotazione a margine attestante il loro stato giuridico-professionale. Questi iscritti non possono esercitare la libera professione, salvi i casi previsti dagli ordinamenti loro applicabili.

5. Gli iscritti all’albo con rapporto di impiego sono soggetti alla disciplina del consiglio dell’ordine quando esplicano le attività professionali di cui all’articolo 2.

6. Gli iscritti ad un albo provinciale hanno facoltà di esercitare la professione in tutto il territorio dello Stato.

Art. 4
Obbligo del segreto professionale

L’iscritto nell’albo ha l’obbligo del segreto professionale per quanto attiene alle notizie delle quali sia venuto a conoscenza per ragioni della propria attività.

Art. 5
Vigilanza sull’esercizio della professione

L’ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali è posto sotto la vigilanza del Ministero di grazia e giustizia,(5) il quale la esercita sia direttamente sia per mezzo dei procuratori generali e dei procuratori della Repubblica.

Il Ministero di grazia e giustizia(5) vigila sull’esatta osservanza delle norme legislative e regolamentari ed a tale scopo formula, direttamente ovvero per mezzo dei suddetti magistrati, le richieste ed i rilievi del caso.

Art. 6
Incarichi dell’autorità giudiziaria e delle amministrazioni pubbliche

Gli incarichi relativi all’attività professionale sono affidati dall’autorità giudiziaria e dalle pubbliche amministrazioni agli iscritti negli albi.

Qualora esse intendano conferire incarichi a persone non iscritte nell’albo, ne enunciano i motivi nel provvedimento.

Art. 7
Riscossione dei contributi

Ogni ordine forma i ruoli dei contributi annuali previsti dall’articolo 13, lettera l), e dall’articolo 26, lettera g), della presente legge, i quali vengono resi esecutivi dall’intendente di finanza e trasmessi ai competenti esattori che provvedono all’incasso, con le forme ed i privilegi previsti per le riscossioni delle imposte dirette. I ruoli sono pubblicati e posti in riscossione in coincidenza con i ruoli erariali ordinari.

L’esattore versa i contributi al ricevitore provinciale delle imposte dirette, il quale provvede a rimettere all’ordine locale ed al consiglio nazionale l’importo delle rispettive quote.

Art. 8(1)
Personale del consiglio dell’ordine nazionale e dei consigli degli ordini

1. Il consiglio dell’ordine nazionale ed i consigli degli ordini provvedono al personale occorrente e ad ogni altra necessità per il proprio funzionamento.

(1)    Articolo modificato dalla Legge 3/76.

(2)   II comma 5 dell’art. 1 del D.L. n. 90/1990. (Disposizioni in materia di determinazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, di rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto e di contenzioso tributario, nonché altre disposizioni urgenti) prevede che: “Le costruzioni indicate nella lettera a) del comma 1 dell’art. 39 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché le altre costruzioni o porzioni di costruzione destinate ad abitazione di persone, devono essere iscritte al catasto edilizio urbano entro il 31 dicembre 1993. Con decreto del Ministro delle finanze, da pubblicare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, saranno emanate le norme per l’attuazione della disciplina dettata dalla lettera f) del comma 1 e per le procedure di iscrizione al catasto”.

(3)    II testo degli articoli 17 e 18 della legge n. 64/1974 (Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche) è il seguente:

“Art. 17 (Denuncia dei lavori, presentazione ed esame dei progetti). Nelle zone sismiche di cui all’art. 3 della presente legge, chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni e sopraelevazioni, è tenuto a darne preavviso scritto, notificato a mezzo del messo comunale o mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno contemporaneamente al sindaco ed all’ufficio tecnico della regione o all’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti, indicando il proprio domicilio, il nome e la residenza del progettista, del direttore dei lavori e dell’appaltatore. Alla domanda deve essere unito il progetto, in doppio esemplare e debitamente firmato da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell’albo, nei limiti delle rispettive competenze, nonché dal direttore dei lavori. II progetto deve essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni ed accompagnato da una relazione tecnica, dal fascicolo dei calcoli delle strutture portanti, sia in fondazione che in elevazione, e dai disegni dei particolari esecutivi delle strutture. Al progetto deve inoltre essere allegata una relazione sulla fondazione, nella quale dovranno illustrarsi i criteri adottati nella scelta del tipo di fondazione, le ipotesi assunte, i calcoli svolti nei riguardi del complesso terreno-opera di fondazione. La relazione sulla fondazione deve essere corredata da grafici o da documentazione, in quanto necessari. L’Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato non è tenuta all’osservanza delle disposizioni di cui ai precedenti commi, sempreché non trattisi di manufatto per la cui realizzazione è richiesto il preventivo rilascio della licenza edilizia.

Art. 18 (Autorizzazione per l’inizio dei lavori). Fermo restando l’obbligo della licenza di costruzione prevista dalla vigente legge urbanistica, nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all’uopo indicate nei decreti di cui al secondo comma del precedente art. 3, non si possono iniziare lavori senza preventiva autorizzazione scritta dell’ufficio tecnico della regione o dell’ufficio del genio civile secondo le competenze vigenti. Per i manufatti da realizzarsi da parte dell’Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato non è richiesta l’autorizzazione di cui al precedente comma. L’autorizzazione viene comunicata, subito dopo il rilascio, al comune per i provvedimenti di sua competenza. Avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione è ammesso ricorso al presidente della giunta regionale o al provveditore regionale alle opere pubbliche, che decidono con provvedimento definitivo. I lavori devono essere diretti da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell’albo, nei limiti delle rispettive competenze”.

(4)   Il R.D. n. 27 /1929 approva il regolamento per la professione di geometra. Di seguito si riportano gli articoli 16 e 19:

“Art. 16 – L’oggetto ed i limiti dell’esercizio professionale di geometra sono regolati come segue:

a) operazioni topografiche di rilevamento e misurazione, di triangolazioni secondarie a lati rettilinei e di poligonazione, di determinazione e verifica di confini, operazioni catastali ed estimi relativi;
b) operazioni di tracciamento di strade poderali e consorziali ed inoltre, quando abbiano tenue importanza, di strade ordinarie e di canali di irrigazione e di scolo;
c) misura e divisione di fondi rustici;
d) misura e divisione di aree urbane e di modeste costruzioni civili;
e) stima di aree e di fondi rustici, anche ai fini di mutui fondiari e di espropriazione, stima dei danni prodotti ai fondi rustici dalla grandine o dagli incendi, e valutazione di danni colonici a culture erbacee, legnose, da frutto, da foglia e da bosco. È fatta eccezione per i casi di notevole importanza economica e per quelli che, per la complessati di elementi di valutazione, richiedano le speciali cognizioni scientifiche e tecniche proprie dei dottori in scienze agrarie;
f) stima, anche ai fini di mutui fondiari e di espropriazione, di aree urbane e di modeste costruzioni civili; stima dei danni prodotti dagli incendi;
g) stima di scorte morte, operazioni e riconsegna dei beni rurali e relativi bilanci e liquidazioni; stima per costruzione ed eliminazione di servitù rurali; stima delle acque irrigue nei rapporti dei fondi agrari serviti. È fatta eccezione per i casi di notevole importanza economica e per quelli che, per la complessati di elementi di valutazione, richiedano le speciali cognizioni scientifiche e tecniche proprie dei dottori in scienze agrarie;
h) funzioni puramente contabili ed amministrative nelle piccole e medie aziende agrarie;
i) curatele di piccole e medie aziende agrarie, in quanto non importino durata superiore ad un anno ed una vera e propria direzione tecnica; assistenza nei contratti agrari;
l) progetto, direzione, sorveglianza e liquidazione di costruzioni rurali e di edifici per uso di industrie agricole, di limitata importanza, di struttura ordinaria, comprese piccole costruzioni accessorie, in cemento armato, che non richiedano particolari operazioni di calcolo e per la loro destinazione non possono comunque implicare pericolo per la incolumità delle persone; nonché di piccole opere inerenti alle aziende agrarie, come strade vicinali senza rilevanti opere d’arte, lavori d’irrigazione e di bonifica, provvista d’acqua per le stesse aziende e riparto della spesa per opere consorziali relative, esclusa, comunque, la redazione di progetti generali di bonifica idraulica ed agraria e relativa direzione;
m) progetto, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili;
n) misura, contabilità e liquidazione delle costruzioni civili indicate nella lettera m);
o) misura, contabilità e liquidazione di lavori di costruzioni rurali sopra specificate;
p) funzioni peritali ed arbitramentali in ordine alle attribuzioni innanzi menzionate;
q) mansioni di perito comunale per le funzioni tecniche ordinarie nei comuni con popolazione fino a diecimila abitanti, esclusi i progetti di opere pubbliche d’importanza o che implichino la risoluzione di rilevanti problemi tecnici”.
“Art. 19 – La divisione di fondi rustici e le attribuzioni indicate nelle lettere b), e), g), h), i), l), o), dell’art. 16 sono comuni ai dottori in scienze agrarie.
La funzione peritale ed arbitramentale, di cui alla lettera p) del medesimo articolo, è comune ai dottori in scienze agrarie in quanto riflette gli oggetti indicati nel comma precedente”.
II testo dell’art. 1 delle norme per l’esecuzione delle opere in conglomerato cementizio semplice od armato, approvate con R.D. n. 2229/1939, è il seguente:
“Art. 1 – Ogni opera di conglomerato cementizio semplice od armato, la cui stabilita possa comunque interessare l’incolumità delle persone, deve essere costruita in base ad un progetto esecutivo firmato da un ingegnere, ovvero da un architetto iscritto nell’albo, nei limiti delle rispettive attribuzioni, ai sensi della legge 24 giugno 1923, n. 1395, e del R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537, sull’esercizio delle professioni di ingegnere e di architetto e delle successive modificazioni. Dal progetto deve risultare tutto quanto occorre per definire l’opera, sia nei riguardi della esecuzione, sia nei riguardi della precisa conoscenza delle condizioni di sollecitazione. Per queste opere è prescritto l’impiego esclusivo del cemento, rispondente ai requisiti di accettazione prescritti dalle norme per i leganti idraulici in vigore all’inizio dei lavori”.
La legge n. 1086/1971 reca: “Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica”. Si trascrive il testo dei relativi articoli 1 e 2:
“Art. 1 (Disposizioni generali) – Sono considerate opere in conglomerato cementizio armato normale quelle composte da un complesso di strutture in conglomerato cementizio ed armature che assolvono ad una funzione statica.
Sono considerate opere in conglomerato cementizio armato precompresso quelle composte di strutture in conglomerato cementizio ed armature nelle quali si imprime artificialmente uno stato di sollecitazione addizionale di natura ed entità tali da assicurare permanentemente l’effetto statico voluto. Sono considerate opere a struttura metallica quelle nelle quali la statica è assicurata in tutto o in parte da elementi strutturali in acciaio o in altri metalli. La realizzazione delle opere di cui ai commi precedenti deve avvenire in modo tale da assicurare la perfetta stabilita e sicurezza delle strutture e da evitare qualsiasi pericolo per la pubblica incolumità”.
“Art. 2 (Progettazione, direzione ed esecuzione) – La costruzione delle opere di cui all’art. 1 deve avvenire in base ad un progetto esecutivo redatto da un ingegnere o architetto geometra o perito industriale edile iscritti nel relativo albo, nei limiti delle rispettive competenze. L’esecuzione delle opere deve aver luogo sotto la direzione di un ingegnere o architetto o geometra o perito industriale edile iscritto nel relativo albo, nei limiti delle rispettive competenze. Per le opere eseguite per conto dello Stato, non è necessaria l’iscrizione all’albo del progettista, del direttore dei lavori e del collaudatore di cui al successivo art. 7, se questi siano ingegneri o architetti dello Stato”.
(5)   In luogo di Ministero o Ministro di grazia e giustizia leggasi Ministero o Ministro della giustizia ex D.P.R. 13 settembre 1999 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 settembre 1999, n. 225.

TITOLO II – ORDINI DEI DOTTORI AGRONOMI E DEI DOTTORI FORESTALI E FEDERAZIONI REGIONALI DEGLI ORDINI

Art. 9
Circoscrizioni territoriali

L’ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali è costituito, con sede nel comune capoluogo, in ogni provincia in cui siano iscritti nell’albo almeno quindici professionisti.

Se il numero dei professionisti iscritti nell’albo è inferiore a quindici, essi sono iscritti nell’albo di altro ordine viciniore fissato dal consiglio nazionale.

Art. 10
Composizione del consiglio dell’ordine

Commi 1 – 2 abrogati.(6) (7)

La maggioranza dei componenti il consiglio deve essere costituita da iscritti all’albo non aventi rapporto di lavoro dipendente pubblico o privato al momento delle elezioni.(1)

Il consiglio uscente rimane in carica fino all’insediamento del nuovo consiglio.

Art. 11
Cariche del consiglio. Validità delle sedute

Il consiglio elegge nel proprio seno un presidente, un vice presidente, un segretario e un tesoriere.

Quando il presidente e il vice presidente sono assenti o impediti, ne fa le veci il membro più anziano per iscrizione nell’albo e, nel caso di pari anzianità, il più anziano per età.

Per la validità delle sedute occorre la presenza della maggioranza dei consiglieri componenti il consiglio.

Art. 12
Attribuzioni del presidente

Il presidente ha la rappresentanza dell’ordine, di cui convoca e presiede l’assemblea, ed esercita le attribuzioni conferitegli dalla presente legge o da altre norme; inoltre rilascia la tessera di riconoscimento nonché le attestazioni ed i certificati relativi agli iscritti.

Art. 13
Attribuzioni del consiglio

Il consiglio, oltre quelle demandategli da altre norme, esercita le seguenti attribuzioni:

a) cura l’osservanza della legge professionale e di tutte le altre disposizioni concernenti la professione;

b) vigila per la tutela del titolo di dottore agronomo e di dottore forestale e svolge le attività dirette alla repressione dell’esercizio abusivo della professione;

c) cura la tenuta dell’albo e provvede alle iscrizioni, alle cancellazioni ed alle revisioni biennali;

d) dichiara decaduto dalla carica il consigliere che venga a trovarsi nelle condizioni di cui all’articolo 14;

e) adotta i provvedimenti disciplinari;

f) provvede, su richiesta, alla liquidazione degli onorari in via amministrativa;

g) provvede alla amministrazione dei beni di pertinenza dell’ordine e compila annualmente il bilancio preventivo ed il conto consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’assemblea;

h) designa i propri rappresentanti chiamati a far parte di commissioni presso pubbliche amministrazioni, enti od organismi di carattere locale;

i) designa i dottori agronomi ed i dottori forestali chiamati a comporre, in rappresentanza della categoria, la commissione degli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale;(8)

l) stabilisce, entro i limiti necessari a coprire le spese per il funzionamento dell’ordine, un contributo annuale, una tassa per l’iscrizione nell’albo ed una tassa per il rilascio di certificati, tessere e pareri sulla liquidazione degli onorari;

m) sospende dall’albo, osservate in quanto applicabili le disposizioni relative al procedimento disciplinare, l’iscritto che non adempie al pagamento dei contributi dovuti al consiglio dell’ordine ed al consiglio nazionale;

n) cura il perfezionamento tecnico e culturale degli iscritti.

Le delibere del consiglio sono prese a maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del presidente o di chi ne fa le veci, salvo il disposto di cui al secondo comma dell’articolo 48.(9)

Art. 14
Decadenza dalla carica di membro del consiglio – Sostituzione

Il membro del consiglio che, senza giustificato motivo, non interviene a tre riunioni consecutive, decade dalla carica.

I membri decaduti e quelli dimissionari sono sostituiti dai candidati non eletti alle ultime elezioni che abbiano conseguito la maggioranza prevista dall’articolo 19, ottavo comma,(6)secondo l’ordine di preferenza ivi indicato. In mancanza di candidati che abbiano conseguito la maggioranza suddetta, si provvede mediante elezioni suppletive, con le modalità di cui al citato articolo 19.(6) I componenti così eletti restano in carica fino alla scadenza del consiglio.

Comma 3 abrogato.(6)

Art. 15
Scioglimento del consiglio

Il consiglio può essere sciolto se non si è provveduto alla sua integrazione, se non è in grado di funzionare, se richiamato alla osservanza dei propri doveri persiste nel violarli, ovvero se ricorrono altri gravi motivi.

In caso di scioglimento, le funzioni del consiglio sono esercitate da un commissario straordinario il quale dispone, entro centoventi giorni dalla data del provvedimento di scioglimento, la convocazione dell’assemblea per l’elezione del nuovo consiglio, previa revisione dell’albo.

Lo scioglimento del consiglio e la nomina del commissario sono disposti con decreto del Ministro per la grazia e giustizia,(5) sentito il parere del consiglio nazionale.

Il commissario nomina, tra gli iscritti nell’albo un segretario e – se del caso – un comitato di non meno di due e di non più di sei membri, che lo coadiuva nell’esercizio delle sue funzioni.

Art. 16
Assemblea ordinaria degli iscritti

L’assemblea è convocata dal presidente.

Essa è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza degli iscritti nell’albo e, in seconda convocazione, che non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima con qualsiasi numero di intervenuti.

L’assemblea delibera a maggioranza assoluta dei presenti.

Art. 17
Assemblea per l’approvazione dei conti

L’assemblea degli iscritti nell’albo per l’approvazione del conto preventivo e di quello consuntivo è convocata nel mese di marzo di ogni anno.

Art. 18
Assemblea straordinari

Il presidente convoca l’assemblea straordinaria quando lo ritiene opportuno nonché ogni volta che lo deliberi il consiglio, o quando ne venga fatta richiesta per iscritto, con l’indicazione degli argomenti da trattare da parte di almeno un quinto degli iscritti all’albo.

Nei casi suddetti il presidente convoca l’assemblea entro venti giorni e, se non vi provvede, l’assemblea stessa è convocata dal procuratore della Repubblica presso il tribunale, il quale designa a presiederla un iscritto all’albo.

Art. 19
Assemblea per l’elezione del consiglio

Commi 1- 8 abrogati.(6)

Contro i risultati delle elezioni ciascun iscritto all’albo può proporre ricorso al consiglio dell’ordine nazionale ai sensi del terzo comma dell’articolo 54.

Art. 20
Costituzione di nuovi ordini

Il Ministro per la grazia e giustizia,(5) qualora il consiglio nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali esprima parere favorevole alla costituzione di un nuovo ordine, nomina un commissario straordinario con l’incarico di provvedere alla prima formazione dell’albo ed alla convocazione dell’assemblea per l’elezione del consiglio.

Art. 21
Fusioni di ordini

Quando in un ordine viene a mancare il numero minimo di iscritti nell’albo indicato nell’articolo 9, il Ministro per la grazia e giustizia(5) può disporne la fusione con altro ordine, sentito il parere del consiglio nazionale.

Art. 21-bis
Federazione regionale degli ordini

1. In ogni regione è costituita la federazione regionale degli ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali, con sede nel capoluogo.

2. Nelle regioni con meno di tre ordini provinciali è consentito il raggruppamento di tutti gli ordini con quelli di una sola delle regioni viciniori. Solo in questo caso è consentita la costituzione di federazioni interregionali, cui si applicano le norme che regolano le federazioni regionali. Le federazioni interregionali hanno sede nel capoluogo della regione con il maggior numero di ordini.

3. Sono organi della federazione: l’assemblea, il consiglio e il presidente.

4. L’assemblea è composta dai componenti dei consigli degli ordini che fanno parte della federazione. Essi restano in carica sino a quando mantengono la qualità di componente il consiglio dell’ordine e vengono automaticamente sostituiti da coloro i quali succedono in tale carica.

5. Il consiglio è composto dai presidenti degli ordini che fanno parte della federazione. Essi restano in carica sino a quando mantengono la qualità di presidente dell’ordine provinciale e vengono automaticamente sostituiti da chi succede in tale incarico. In caso di necessità, i presidenti degli ordini possono farsi sostituire delegando il vicepresidente dell’ordine o, in caso di impossibilità di questi, altro consigliere dell’ordine.

6. Il presidente è nominato dal consiglio nel suo seno. In caso di impedimento, è sostituito dal più anziano per iscrizione all’albo dei consiglieri della federazione in carica. Il presidente resta in carica due anni, semprechè mantenga la qualità di componente il consiglio, ed è rieleggibile.

Art. 21-ter
Funzioni della federazione regionale

1. La Federazione regionale degli ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali ha le seguenti funzioni:

a) rappresenta i consigli degli ordini nei rapporti con gli organi politici ed amministrativi della regione, nei confronti dei quali è interlocutore autorizzato per i problemi generali o comuni alla categoria per l’esercizio della professione sia in forma autonoma che con rapporto di impiego;

b) svolge attività di coordinamento tra gli ordini in tutte le questioni di autonoma competenza dei singoli consigli, formulando in proposito indirizzi non vincolanti;

c) assume iniziative, con funzione di rappresentanza degli ordini provinciali, presso qualsiasi organismo a livello regionale su questioni che interessano l’esercizio della professione sia in forma autonoma che con rapporto di impiego;

d) costituisce commissioni di studio per i problemi di sua competenza;

e) raccoglie informazioni, notizie e dati di interesse regionale e li diffonde tra gli iscritti, sia per il tramite degli ordini, sia direttamente, anche attraverso un proprio organo di stampa;

f) promuove e coordina sul piano regionale le attività di aggiornamento e di formazione tra gli iscritti agli ordini;

g) può compiere studi, indagini ed altre attività anche su commessa e con contributi della pubblica amministrazione.

Art. 21-quater
Funzioni degli organi della federazione regionale

1. É di competenza dell’assemblea della federazione regionale degli ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali:

a) stabilire le norme regolamentari per il funzionamento della federazione;

b) fissare le direttive generali per l’attività della federazione;

c) approvare il bilancio preventivo e il rendiconto consuntivo.

2. L’assemblea è convocata in via ordinaria nella seconda metà di febbraio di ogni anno ed in via straordinaria su deliberazione del consiglio o quando ne faccia richiesta scritta, con indicazione degli argomenti da porre all’ordine del giorno, un numero di componenti l’assemblea non inferiore a un terzo.

3. L’assemblea è validamente costituita in prima convocazione quando è presente almeno la metà dei suoi componenti. In seconda convocazione, che deve avere luogo almeno un’ora dopo, l’assemblea è valida qualunque sia il numero dei partecipanti.

4. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti espressi.

5. Ogni componente dispone di un voto.

6. Ciascun componente può farsi sostituire da altro componente l’assemblea mediante delega scritta; non è ammesso il cumulo di più di tre deleghe.

7. Il consiglio svolge le seguenti funzioni:

a) elegge nel suo seno il presidente;

b) determina la misura annuale dei contributi a carico degli ordini e i criteri di riparto;

c) predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo da sottoporre all’assemblea;

d) delibera sull’organizzazione della federazione e dei suoi uffici nonché sull’assunzione del personale;

e) in generale provvede, salvo i compiti espressamente attribuiti agli altri organi, a quanto occorre per il raggiungimento dei fini istituzionali della federazione, essendo all’uopo investito di poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.

8. Le riunioni del consiglio della federazione sono valide quando è presente la maggioranza dei suoi componenti. Ogni componente ha diritto a un voto. Le decisioni sono assunte a maggioranza dei voti espressi.

9. Il presidente rappresenta legalmente la federazione; convoca il consiglio ogni qualvolta lo ritenga opportuno e comunque almeno una volta ogni trimestre; presiede le riunioni del consiglio e dell’assemblea.

10. Il presidente è inoltre tenuto a convocare il consiglio entro quindici giorni dalla data in cui ne abbia fatta richiesta scritta almeno un terzo dei consiglieri in carica con l’indicazione degli argomenti da porre all’ordine del giorno.

(6) Abrogati dall’articolo 10 del DPR n. 169 del 8 luglio 2005.

(7) La composizione è fissata dal DPR n. 169 del 8 luglio 2005.

(8) Le commissioni giudicatrici sono nominate con decreto del MIUR su designazione delle Federazioni Regionali e dei Consigli di Facoltà a norma del successivo art. 13 L. 152/92

(9) La seconda parte del secondo comma dell’art. 48 “in caso di parità di voti prevale la decisione più favorevole all’incolpato” è stata abrogata l’articolo 10 del DPR n. 169 del 8 luglio 2005.

 

TITOLO III – CONSIGLIO DELL’ORDINE NAZIONALE DEI DOTTORI AGRONOMI E DEI DOTTORI FORESTALI   

Art. 22
Ordine nazionale

Gli ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali costituiscono un unico ordine nazionale.

Art. 23
Consiglio dell’ordine nazionale

Il consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali ha sede in Roma presso il Ministero di grazia e giustizia.(5) (7)

Commi 2 – 3 abrogati.(6)

Fino all’insediamento del nuovo consiglio, rimane in carica il consiglio uscente.

Art. 24
Cariche del consiglio dell’ordine nazionale

Il consiglio dell’ordine nazionale elegge nel proprio seno un presidente, un vice presidente ed un segretario. Quando il presidente ed il vice presidente sono assenti od impediti, ne fa le veci il membro del consiglio più anziano per iscrizione nell’albo o, in caso di pari anzianità, il più anziano per età.

Art. 25
Attribuzioni del presidente del consiglio dell’ordine nazionale

Il presidente del consiglio dell’ordine nazionale ha la rappresentanza del consiglio stesso ed esercita le attribuzioni conferitegli dalla presente legge o da altre norme.

Il presidente convoca il consiglio ogni volta che lo ritiene opportuno e quando ne è fatta motivata richiesta scritta da almeno cinque membri.

Art. 26
Attribuzioni del consiglio dell’ordine nazionale

1. Il consiglio dell’ordine nazionale, oltre quelle demandategli da altre norme, esercita le seguenti attribuzioni:

a) esprime, quando è richiesto dal Ministro per la grazia e giustizia,(5) il proprio parere sui progetti di legge e di regolamento che interessano la professione;

b) coordina e promuove le attività dei consigli degli ordini intese al perfezionamento tecnico e culturale degli iscritti;

c) esprime il parere sulla costituzione di nuovi ordini;

d) esprime il parere sulla fusione degli ordini;

e) esprime il parere sullo scioglimento dei consigli degli ordini e la relativa nomina di commissari straordinari;

f) designa i propri rappresentanti chiamati a far parte di commissioni od organizzazioni di carattere nazionale od internazionale;

g) determina, nei limiti necessari a coprire le spese per il proprio funzionamento, la misura del contributo annuo da corrispondersi da parte degli iscritti agli albi;

h) decide, in via amministrativa, sui ricorsi avverso le deliberazioni dei consigli degli ordini in materia d’iscrizione, cancellazione o reiscrizione nell’albo, sui ricorsi in materia disciplinare e su quelli relativi alle elezioni dei consigli stessi.

Art. 27
Elezione del consiglio dell’ordine nazionale

Commi 1 – 4 abrogati.(6)

Ogni ordine comunica il risultato della votazione ad una commissione nominata dal Ministro per la grazia e giustizia(5) e composta di cinque professionisti che, verificati il rispetto dei termini e la regolarità delle operazioni elettorali, accerta il risultato complessivo della votazione e ne ordina la pubblicazione nel Bollettino del Ministero.

Art. 28(6)
Incompatibilità

Art. 29
Comunicazione delle decisioni

Le decisioni del consiglio nazionale sono, a cura del segretario, comunicate entro trenta giorni agli interessati, al consiglio dell’ordine che ha emesso il provvedimento, al procuratore della Repubblica presso il tribunale nella cui circoscrizione ha sede detto consiglio nonché al Ministero di grazia e giustizia.(5)

TITOLO IV – ISCRIZIONE NELL’ALBO, TRASFERIMENTO, CANCELLAZIONE   

Art. 30
Contenuti dell’Albo e suoi effetti

L’albo dei dottori agronomi e forestali è distinto in più sezioni riguardanti i diversi diplomi di laurea. Esso contiene il cognome, il nome, la data e il luogo di nascita, la residenza e l’indirizzo degli iscritti, nonché la data di iscrizione e il titolo in base al quale questa è avvenuta, oltre alla annotazione a margine dello stato giuridico degli iscritti che siano dipendenti pubblici. Esso viene compilato secondo l’ordine di anzianità di iscrizione e porta un indice alfabetico che ripete il numero di iscrizione.(10)

L’anzianità è determinata dalla data di iscrizione nell’albo.

Art. 31
Requisiti per l’iscrizione nell’albo

Per essere iscritti nell’albo è necessario:

a) essere cittadino italiano o cittadino di uno Stato con il quale esista trattamento di reciprocità;

b) godere dei diritti civili;

c) essere di specchiata condotta morale;

d) avere conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore agronomo o di dottore forestale;

e) avere la residenza nella circoscrizione dell’ordine nel cui albo si chiede di essere iscritti;(11)

f) precisare il proprio stato giuridico professionale.

Non possono ottenere l’iscrizione coloro che hanno riportato condanne che, a norma del presente ordinamento, comportino la radiazione dall’albo.

Art. 32
Iscrizione – Rigetto della domanda

Il consiglio dell’ordine delibera nel termine di tre mesi dalla presentazione della domanda di iscrizione; la deliberazione, adottata su relazione di un membro del consiglio dell’ordine, è motivata.

Qualora il consiglio dell’ordine non abbia provveduto entro il termine stabilito dal primo comma, l’interessato può, entro i trenta giorni successivi, proporre ricorso, a norma dell’articolo 26, al consiglio nazionale che, richiamati gli atti, decide sulla domanda di iscrizione.

Il rigetto della domanda per motivi di incompatibilità o di condotta può essere pronunciato solo dopo che l’interessato è stato invitato a comparire davanti al consiglio.

Art. 33
Divieto di iscrizione in più albi.
Variazioni dello stato giuridico-professionale. Trasferiment
i

Non è consentita l’iscrizione in più albi provinciali dei dottori agronomi e forestali.

Nel caso di variazione dello stato giuridico-professionale e nel caso di trasferimento per cambio di residenza l’iscritto è tenuto a darne comunicazione, a mezzo di lettera raccomandata al consiglio dell’ordine entro sessanta giorni.

Gli iscritti all’albo che si trasferiscono all’estero potranno conservare l’iscrizione nell’albo dell’ordine nel quale figuravano iscritti prima dell’espatrio.

Non è ammesso il trasferimento della iscrizione quando il richiedente è sottoposto a procedimento penale o disciplinare, ovvero è sospeso dall’albo.

Art. 34
Cancellazione – Sospensione per morosità

Il consiglio dell’ordine dispone la cancellazione dell’iscritto d’ufficio o su richiesta del procuratore della Repubblica presso il tribunale, quando sia venuto meno uno dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma dell’articolo 31.

L’iscritto che per oltre dodici mesi non adempia al pagamento dei contributi dovuti può, a norma dell’articolo 13, lettera m), essere sospeso.

La sospensione per morosità non è soggetta a limiti di durata ed è revocata con provvedimento del consiglio dell’ordine quando l’iscritto dimostra di avere corrisposto integralmente i contributi dovuti.

Per il procedimento di cancellazione nonché per quello di sospensione per morosità si osservano, in quando applicabili, le norme previste per il procedimento disciplinare.

Art. 35
Reiscrizione

Gli iscritti cancellati dall’albo possono chiedere la reiscrizione quando sono cessate le ragioni che avevano determinata la cancellazione.

Il reiscritto conserva la precedente anzianità, dedotto il periodo di interruzione.

 

Art. 36
Comunicazione delle deliberazioni del consiglio

Le decisioni del consiglio dell’ordine in materia di iscrizione, cancellazione o reiscrizione nell’albo sono comunicate, nel termine di trenta giorni dalla loro deliberazione, all’interessato, al consiglio nazionale, al procuratore della Repubblica presso il tribunale del circondario ed al procuratore generale della Repubblica presso la corte di appello del distretto nelle cui circoscrizioni ha sede l’ordine, nonché al Ministero di grazia e giustizia.(5)

(10)    Comma modificato dalla Legge 3/76.

(11)  L’art. 16 della Legge 21/12/99 n. 526 equipara, per i cittadini dell’U.E. il domicilio professionale alla residenza ai fini dell’iscrizione in albi. E’ consentito quindi iscriversi all’Ordine nella cui provincia si ha la residenza o il domicilio professionale. L’art. 43 comma 1 del c.c. definisce: “Il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa ha stabilito la sede principale dei suoi affari o interessi”

TITOLO V – SANZIONI DISCIPLINARI – PROCEDIMENTO   

Art. 37
Responsabilità disciplinare

Agli iscritti all’albo che si rendono colpevoli di abusi o mancanze nell’esercizio della professione o di fatti lesivi della dignità o del decoro professionale, si applicano le sanzioni previste nel presente titolo.

Art. 38
Sanzioni disciplinari

Le sanzioni disciplinari sono:

a) l’avvertimento;

b) la censura;

c) la sospensione dall’esercizio professionale per un periodo non inferiore a quindici giorni e non superiore a due anni;

d) la radiazione.

Art. 39
Avvertimento

L’avvertimento consiste nel rilievo della trasgressione commessa dal professionista e nel richiamo al l’osservanza dei suoi doveri; esso è inflitto nei casi di abusi o di mancanze di lievi entità ed è comunicato all’interessato dal presidente del consiglio dell’ordine. Il relativo processo verbale è sottoscritto dal presidente e dal segretario.

Entro dieci giorni successivi alla avvenuta comunicazione l’interessato può richiedere di essere sottoposto a procedimento disciplinare.

Art. 40
Censura

La censura consiste nel biasimo formale per la trasgressione commessa dal professionista ed è inflitta nei casi di abusi o di mancanze di non lieve entità che non ledono, tuttavia, il decoro o la dignità professionale.

La censura è disposta con deliberazione del consiglio dell’ordine.

Art. 41
Sospensione dall’esercizio professionale

La sospensione dall’esercizio professionale può essere inflitta nei casi di lesione della dignità e del decoro professionale: essa è disposta con deliberazione del consiglio, sentito il professionista interessato.

Oltre i casi di sospensione previsti nel codice penale, importano di diritto la sospensione dall’esercizio professionale:

a) l’interdizione dai pubblici uffici per una durata non superiore a tre anni;

b) il ricovero in un manicomio giudiziario fuori dei casi previsti nell’articolo seguente; il ricovero in una casa di cura e di custodia; l’applicazione di una misura di sicurezza non detentiva prevista dall’articolo 215, comma terzo, numeri 1, 2, 3 del codice penale;

c) l’applicazione provvisoria di una pena accessoria o di una misura di sicurezza ordinata dal giudice a norma degli articoli 140 e 206 del codice penale.

Nei casi di cui al precedente comma la sospensione è immediatamente esecutiva, nonostante ricorso, non è soggetta al limite di durata stabilita dall’articolo 38.

Durante il periodo di sospensione dall’esercizio professionale restano sospesi tutti i diritti elettorali attivi e passivi previsti dalla presente legge.

Art. 42
Radiazione

La radiazione dall’albo professionale può essere disposta quando l’iscritto riporta, con sentenza irrevocabile, condanna alla reclusione per un delitto non colposo, ovvero quando la sua condotta ha gravemente compromesso la propria reputazione e la dignità professionale.

Importano di diritto la radiazione dall’albo:

a) la condanna con sentenza irrevocabile, per uno dei reati previsti dagli articoli 372, 373, 374, 377, 380, 381 del codice penale;

b) l’interdizione dai pubblici uffici perpetua o di durata superiore ai tre anni e la interdizione dalla professione per uguale durata;

c) il ricovero in un manicomio giudiziario nei casi indicati nell’articolo 222, comma secondo, del codice penale, o l’assegnazione ad una colonia agricola, ad una casa di lavoro o ad una casa di cura e di custodia.

Art. 43
Rapporto tra procedimento disciplinare e giudizio penale

Gli iscritti all’albo sottoposti a procedimento penale per delitto non colposo sono sottoposti, quando non sono stati radiati a norma dell’articolo precedente, a procedimento disciplinare per il medesimo fatto, sempre che non intervenga sentenza di proscioglimento perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso.

Art. 44
Fatti costituenti reato

Se nei fatti oggetto del procedimento disciplinare il consiglio ravvisa gli elementi di un reato, trasmette gli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale e sospende il procedimento.

Art. 45
Prescrizione

L’infrazione disciplinare si estingue per prescrizione in cinque anni.

Si osservano, in quanto applicabili, le norme di cui agli articoli 158, 159, 160 del codice penale.

Art. 46
Competenza

La competenza per il giudizio disciplinare appartiene al consiglio dell’ordine ove è iscritto l’incolpato.

Se l’incolpato è membro del consiglio competente a procedere disciplinarmente a norma del comma precedente, la competenza spetta al consiglio dell’ordine del capoluogo del distretto della corte d’appello.

Se l’incolpato è membro del consiglio dell’ordine del capoluogo del distretto della corte di appello, la competenza per il giudizio disciplinare spetta al consiglio dell’ordine designato dal consiglio nazionale.

Art. 47
Apertura del procedimento disciplinare

Le sanzioni disciplinari di cui agli articoli 40, 41 e 42, non possono essere applicate se non a seguito di procedimento disciplinare.

Il consiglio dell’ordine inizia il procedimento disciplinare d’ufficio o su richiesta del procuratore della Repubblica presso il tribunale o, nel caso di cui all’articolo 39, secondo comma, su richiesta dell’interessato.

Nessuna sanzione disciplinare, la cui applicazione sia facoltativa, può essere inflitta senza che l’interessato sia stato invitato a comparire dinanzi al consiglio.

Nei casi di sospensione o di radiazione di diritto l’audizione dell’interessato è facoltativa.

Svolgimento del procedimento disciplinare

Il presidente nomina, tra i membri del consiglio, un relatore il quale, nel giorno fissato per il procedimento, espone al consiglio i fatti per cui si procede.

Il consiglio, udito l’interessato ed esaminati le eventuali memorie e documenti, delibera a maggioranza dei presenti.(9)

Se l’interessato non si presenta o non fa pervenire alcuna memoria difensiva né dimostra un legittimo impedimento, si procede in sua assenza.

La deliberazione deve contenere l’indicazione dei fatti, i motivi della decisione e la decisione del consiglio.

Il proscioglimento è pronunciato con la formula: «non essere luogo a provvedimento disciplinare».

Art. 49
Notificazione delle decisioni

Le decisioni del consiglio in materia disciplinare sono notificate, entro trenta giorni, all’interessato, al consiglio nazionale, al procuratore della Repubblica presso il tribunale, al procuratore generale presso la corte di appello del distretto ove ha sede il consiglio, nonché al Ministero di grazia e giustizia.(5)

Art. 50
Astensione e ricusazione dei membri del consiglio dell’ordine

L’astensione e la ricusazione dei membri del consiglio dell’ordine sono regolate dagli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile, in quanto applicabili.

Sull’astensione, quando è necessaria l’autorizzazione, e sulla ricusazione decide lo stesso consiglio.

Se, a seguito di astensioni o ricusazioni viene a mancare la maggioranza dei membri, il presidente del consiglio ne da notizia al consiglio nazionale, che designa altro ordine al cui consiglio vanno rimessi gli atti.

Il consiglio competente a termini del comma precedente, se autorizza l’astensione o riconosce legittima la ricusazione, si sostituisce al consiglio dell’ordine cui appartengono i membri che hanno chiesto di astenersi o che sono stati ricusati; altrimenti restituisce gli atti per la prosecuzione del procedimento.

Art. 51
Astensione e ricusazione dei membri del consiglio dell’ordine nazionale

L’astensione e la ricusazione dei membri del consiglio dell’ordine nazionale sono regolate dagli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile, in quanto applicabili.

Sulla astensione, quando è necessaria l’autorizzazione, e sulla ricusazione decide lo stesso consiglio nazionale.

Se a seguito di astensioni o ricusazioni viene a mancare la maggioranza dei membri, il presidente del consiglio dell’ordine nazionale chiama ad integrare il consiglio stesso un numero corrispondente di membri del consiglio dell’ordine di Roma, seguendo l’ordine di anzianità di iscrizione nell’albo.

Art. 52
Esecuzione provvisoria della radiazione o della sospensione

Il consiglio dell’ordine, nell’applicare le sanzioni disciplinari della radiazione o della sospensione, può ordinare provvisoriamente l’immediata esecuzione nonostante ricorso.

Art. 53
Reiscrizione dei radiati

Gli iscritti radiati dall’albo possono essere reiscritti purché siano trascorsi almeno tre anni dal provvedimento di radiazione e, ove questo sia stato adottato a seguito di condanna penale, sia intervenuta riabilitazione. In ogni caso deve risultare che il radiato ha tenuto, dopo il provvedimento, irreprensibile condotta.

Alla reiscrizione del radiato si applicano le disposizioni di cui agli articoli 35, primo comma, e 36.

Il radiato reiscritto nell’albo acquista l’anzianità dalla data della reiscrizione.

TITOLO VI – IMPUGNAZIONI   

Art. 54
Ricorsi avverso le decisioni del consiglio dell’ordine e ricorsi in materia elettorale e disciplinare

Le decisioni del consiglio dell’ordine in materia di iscrizione, cancellazione e reiscrizione nell’albo, nonché in materia disciplinare, sono impugnabili dagli interessati e dal procuratore della Repubblica presso il tribunale nella cui circoscrizione ha sede l’ordine, con ricorso al consiglio dell’ordine nazionale, nel termine perentorio di trenta giorni dalla loro comunicazione o notificazione.

Il ricorso al consiglio dell’ordine nazionale è presentato o notificato al consiglio dell’ordine che ha emesso la deliberazione impugnata.

In materia di eleggibilità o di regolarità delle operazioni elettorali ogni iscritto all’albo e il procuratore della Repubblica competente a norma del primo comma possono proporre ricorso al consiglio dell’ordine nazionale. Il ricorso va inoltrato direttamente al consiglio dell’ordine nazionale entro il termine perentorio di trenta giorni dalla proclamazione degli eletti e notificato al consiglio dell’ordine provinciale e all’interessato.

Salvo che in materia elettorale, e nei casi di cui all’articolo 52, il ricorso al consiglio dell’ordine nazionale ha effetto sospensivo.

Art. 55
Poteri del consiglio dell’ordine nazionale

Il consiglio dell’ordine nazionale ha facoltà di sospendere l’efficacia del provvedimento impugnato, annullarlo in tutto o in parte, modificarlo, riesaminare i fatti ed anche infliggere una sanzione disciplinare più grave.

In materia elettorale il consiglio dell’ordine nazionale può annullare in tutto o in parte le elezioni, ordinando la rinnovazione delle operazioni che ritiene necessarie.

Art. 56
Irricevibilità del ricorso

É irricevibile il ricorso presentato dopo il termine di trenta giorni dalla notificazione della deliberazione impugnata.

Se il ricorso non è corredato dalla ricevuta del versamento della tassa prevista dall’articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 261, e successive modificazioni, viene assegnato al ricorrente un termine perentorio per presentarla.

In caso di mancata presentazione della ricevuta nel termine assegnato il ricorso è dichiarato irricevibile.

Art. 57
Decisione del ricorso

La decisione contiene il cognome e il nome del ricorrente, l’oggetto dell’impugnazione, i motivi sui quali si fonda, il dispositivo, l’indicazione del giorno, mese ed anno in cui è pronunciata, la sottoscrizione del presidente e del segretario.

Le decisioni sono prese a maggioranza assoluta. In caso di parità di voti prevale quello del presidente o di chi ne fa le veci, salvo che in materia disciplinare, nella quale si applica il disposto dell’art. 48, secondo comma.(9)

La decisione è depositata in originale presso la segreteria del consiglio dell’ordine nazionale ed in copia presso la segreteria dell’ordine di appartenenza; è notificata, nel termine di trenta giorni dal deposito, al ricorrente nel domicilio eletto o, in mancanza, presso il domicilio risultante dall’albo ed al procuratore della Repubblica presso il tribunale del circondario ove ha sede l’ordine di appartenenza dell’interessato.

Art. 58
Ricorso contro le decisioni del consiglio dell’ordine nazionale

Le decisioni del consiglio dell’ordine nazionale pronunciate sui ricorsi in materia di iscrizione, cancellazione o reiscrizione nell’albo, nonché in materia disciplinare o elettorale, possono essere impugnate, nel termine perentorio di trenta giorni dalla notificazione, dall’interessato o dal procuratore della Repubblica competente per territorio, davanti al tribunale nella cui circoscrizione ha sede l’ordine che ha emesso la decisione o presso il quale si è svolta l’elezione contestata.

La sentenza del tribunale può essere impugnata davanti alla corte di appello, nel termine di trenta giorni dalla notifica, dall’interessato, dal procuratore della Repubblica e dal procuratore generale competenti per territorio.

Sia presso il tribunale che presso la corte di appello il collegio giudicante è integrato da un dottore agronomo e da un dottore forestale.

Per ciascun tribunale, nella cui circoscrizione ha sede un ordine, e per ciascuna corte di appello, ogni triennio sono nominati dal consiglio superiore della magistratura o, per sua delega, dal presidente della corte d’appello del distretto, quattro dottori agronomi e quattro dottori forestali, due in qualità di componenti effettivi e due supplenti, scelti tra gli iscritti negli albi dell’ordine aventi sede nel distretto che siano cittadini italiani, di età non inferiore ai trenta anni e di incensurata condotta, ed abbiano un’anzianità di iscrizione nell’albo di almeno cinque anni.

Il tribunale e la corte di appello provvedono in camera di consiglio, con sentenza, sentiti il pubblico ministero e gli interessati.

Il ricorso per Cassazione è proponibile anche dal procuratore generale della corte di appello nel termine di sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza.

La sentenza può annullare, revocare o modificare la deliberazione impugnata.

TITOLO VII – ONORARI, INDENNITÀ E SPESE

Art. 59
Determinazione delle tariffe e dei criteri per il rimborso delle spese

Le tariffe degli onorari costituenti minimi o massimi inderogabili e le indennità ed i criteri per il rimborso delle spese spettanti per le prestazioni professionali sono stabiliti, ogni biennio, con deliberazione del consiglio dell’ordine nazionale, approvata dal Ministro per la grazia e giustizia(5) di concerto con il Ministro per l’agricoltura e le foreste.(12)

Art. 60
Restituzione di atti e documenti

Gli iscritti all’albo non possono trattenere gli atti ed i documenti ricevuti dal committente adducendo la mancata corresponsione degli onorari, dei diritti e delle indennità o l’omesso rimborso delle spese sostenute.

Sul reclamo del committente il presidente del consiglio dell’ordine invita il professionista a depositare gli atti ed i documenti ricevuti, disponendone la restituzione di ufficio all’interessato, e promuove la deliberazione del consiglio dell’ordine che ha facoltà di sentire le parti e di tentare la conciliazione.

TITOLO VIII – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. 61
Già abilitati all’esercizio professionale

Hanno diritto di essere iscritti all’albo tutti coloro che hanno conseguito il diploma di laurea in forza di disposizioni che abbiano attribuito al titolo accademico valore abilitante all’esercizio della professione. Analogo diritto hanno i cittadini italiani appartenenti ai territori annessi in virtù delle leggi 26 settembre 1920, n. 1322, e 19 dicembre 1920, n. 1778, e del regio decreto legge 22 febbraio 1924, n. 211, essendo considerato equivalente al titolo di dottore in scienze agrarie o di dottore forestale il diploma conferito, entro il 1922, dall’Istituto agricolo e forestale di Vienna.

Art. 62
Abrogazione di norme anteriori in contrasto

Sono abrogate tutte le norme in contrasto con la nuova disciplina della professione di dottore agronomo e di dottore forestale, compresa l’attribuzione di competenze professionali ad altri soggetti stabilita da leggi speciali.

Art. 63
Regolamento di esecuzione

Il Governo della Repubblica, nel termine di un anno dall’entrata in vigore della presente legge provvede all’emanazione del relativo regolamento di esecuzione.(13)

La presente legge munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 7 gennaio 1976

LEONE
Moro – Reale – Marcora – Visentini
Visto, il Guardasigilli: Reale

Si riportano gli articoli della legge n. 152/92 che vengono ad inserirsi

Art. 12
1. L’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore agronomo e dottore forestale, previsto dall’articolo 1 della legge 8 dicembre 1956, n. 1378, è finalizzato all’accertamento della conoscenza delle normative che regolano l’attività professionale nonché ad una verifica delle capacità di uso del sapere tecnico professionale e dell’attitudine all’esercizio della professione.

2. Per le finalità di cui al comma 1, il Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 8 dicembre 1956, n. 1378, sentito il Ministro della pubblica istruzione, provvede, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, ad emanare un regolamento che definisce i contenuti specifici dell’esame e le norme concernenti lo svolgimento delle prove.(14)

Art. 13
1. Le commissioni giudicatrici di cui all’articolo 2 della legge 8 dicembre 1956, n. 1378, sono nominate con decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica e sono composte da un presidente, designato dalla federazione regionale degli ordini dei dottori agronomi e dei dottori forestali, nonché da quattro membri liberi professionisti designati dalla medesima federazione e da tre membri scelti tra i professori ordinari o associati della facoltà di agraria avente sede nella cita in cui si svolge l’esame o, in mancanza, nella città più vicina.

2. II giudizio complessivo sul candidato deve essere espresso collegialmente dalla commissione. In caso di parità prevale il voto del presidente.

Art. 14
1. Con modalità definite mediante apposito regolamento, da adottarsi nelle forme di cui all’articolo 12, comma 2, nella prima attuazione della presente legge è tenuta una sessione speciale dell’esame di Stato per l’abilitazione, consistente in un colloquio di idoneità, alla quale sono ammessi i dipendenti privati ed i dipendenti pubblici che richiedano l’iscrizione all’albo ai sensi dell’articolo 3 della legge 7 gennaio 1976, n. 3, come modificato dalla presente legge, che presentino i seguenti requisiti:

a) possesso del titolo di studio di cui all’articolo 1 della citata legge n. 3 del 1976, come modificato dalla presente legge;

b) svolgimento continuativo come dipendenti, al momento dell’entrata in vigore della presente legge, da almeno cinque anni di una delle attivati di cui all’articolo 2 della citata legge n. 3 del 1976, come modificato dalla presente legge.(15)

Art. 15
1. II Governo della Repubblica, nel termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presenta legge, provvede ad apportare le eventuali modificazioni ed integrazioni al regolamento di esecuzione della legge 7 gennaio 1976, n. 3, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1981, n. 350, conseguenti alle modificazioni ed integrazioni apportate dalla presente legge alla citata legge n. 3 del 1976.(16)